“LE CAVE SONO COMPLETAMENTE RINATURALIZZATE:CONFIDIAMO NEL TAR CHE FERMI L’ENNESIMO SCEMPIO!”
L’organizzazione di volontariato Apuane Libere, in occasione della presentazione
del proprio ricorso al TAR contro la riapertura di altri due siti estrattivi dismessi
nella Valle di Arnetola deliberata dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, interviene
anche sull’ordinanza del Sindaco di Vagli, Mario Puglia, opponendosi con forza al suo divieto di accesso ad alcuni mappali montani comunali.
Firenze, 11 marzo 2026
L’associazione ecologista Apuane Libere, informa di aver presentato in data 28
febbraio scorso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana,
per l’annullamento, previa sospensione cautelare, del Provvedimento Autorizzativo
Unico Regionale numero 9 con cui il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha
autorizzato la riapertura di due cave dismesse da 60 anni ed ormai del tutto
rinaturalizzate nel Comune di Vagli di Sotto in Garfagnana.
“Ci siamo appellati ai giudici del Tar – spiegano dall’organizzazione di
volontariato – non solo perché garantiscano quei diritti alla tutela dei valori
naturalistici, paesaggistici ed ambientali previsti dagli articoli 9 e 41 della
Costituzione, ma soprattutto perché facciano rispettare quelle leggi nazionali e quei
regolamenti europei che proibiscono di sanare certi tipi di reati come quelli
ambientali, commessi per poter riaprire queste vecchie ferite inferte al Monte
Pallerina. In quella che dovrebbe essere un’area protetta, infatti, soltanto negli ultimi dieci
anni, grazie allo sciagurato Piano di Indirizzo Territoriale approvato dalla Regione
Toscana nell’era della giunta Rossi, il Parco delle Alpi Apuane ha fatto riaprire ben venti siti estrattivi tremendamente impattanti, che stanno portando questa catena montuosa situata tra le province di Lucca e Massa e Carrara in uno stato di coma ecologico profondo. Dal punto di vista paesaggistico ed acustico – fanno sapere gli ambientalisti – lo
scempio che le due cave creerebbero, sarebbe talmente impattante da essere
enormemente visibile ed udibile dalle migliaia di persone che ogni anno visitano un
sito turistico e religioso importante come l’Eremo di San Viviano: un pellegrino che
visse nel medioevo nella valle di Arnetola e che da sempre è venerato per la sua
umiltà ed il suo amore per il Creato. Ma c’è molto di più nel nostro ricorso: vi sono silenzi/assensi che puzzano di
negligenza, abissi carsici che saranno scientemente distrutti, componenti ambientali
messe a repentaglio da questa maledetta economia di rapina che è l’estrattivismo: la
quale per far fare profitti milionari a ditte private, peraltro con ricadute
occupazionali pressoché nulle, sta causano danni incalcolabili a milioni di persone e
a tutto l’ecosistema apuano. In questo già pesante scenario – concludono i volontari – siamo oltretutto
preoccupati perché il progetto d’escavazione è stato affidato ad una ditta di Massa,
famosa nel settore lapideo per i reiterati abusi ambientali e per gli ingenti danni
erariali commessi nel recente passato.
“Sarà l’ennesimo disastro ambientale – spiega Gianluca Briccolani presidente di
Apuane Libere – commesso nei confronti di una valle che dall’approvazione dei
Pabe (Piani attuativi dei bacini estrattivi) del 2019, ha visto la riapertura di altri
quattro siti d’escavazione dismessi da decenni: tutto questo grazie alle nefaste
politiche adottate dal sindaco Mario Puglia, il quale, tra un processo a suo carico e
l’altro, si permette pure il lusso di inibire a suon di ordinanze sindacali l’accesso
alla montagna ad escursionisti, pellegrini, arrampicatori, speleologi e persino
fungaioli… Sì avete capito bene, perché quello che è stato ribattezzato il <<Ras della
Garfagnana>>, il 27 febbraio scorso ha disposto delle sanzioni amministrative a chi
verrà sorpreso in quelle porzioni di territorio comunale che vedono la presenza di
agri marmiferi: questo ovviamente per impedire a tutti di vedere lo scempio, il
degrado e l’inquinamento che le tredici cave da lui fatte riaprire negli ultimi dieci
anni stanno portando avanti.
A quasi cinque anni dalla nostra fondazione – continua il Presidente – e dopo aver
presentato ben 103 esposti ambientali presentati, vogliamo innalzare il livello della
nostra sacrosanta battaglia di legalità e per la giustizia ambientale: lotta che
combattiamo soprattutto per le generazioni a venire.
Ed è per questo che vogliamo appellarci a tutti i fruitori della montagna e a tutti
coloro che amano la natura, affinché possano sostenere le cospicue spese legali che abbiamo anticipato per opporci a questa ennesima messa a reddito di cava Suspiglionica e di cava Prunelli-Piastrina, piccolissimi saggi di cava dismessi dai tempi del filo elicoidale e completamente rinaturalizzate, con l’acquisto della nostra
nuova maglia <<Orgoglio Apuano>>.

Come molti sapranno, infatti, Apuane Libere è da sempre una comunità militante
apartitica che si autofinanzia totalmente e che riesce a fare politica ambientale
grazie al tesseramento, alle donazioni liberali e alla vendita del proprio
merchandising: quest’anno firmato dalla disegnatrice apuana Anna Chiara Stagi.
Pensando al futuro – conclude Briccolani – stiamo candidando formalmente le Alpi
Apuane presso il Ministero dell’Ambiente come soggetto ripristinabile: perché è
bene ricordare che la Nature Restoration Law impone agli stati europei, e quindi
anche all’Italia, degli obiettivi vincolanti e stringenti come il ripristino degli
ecosistemi degradati in almeno il 20 % delle aree terrestri e marine entro il 2030 e
di trasformare in siti naturali ex aree industriali e cave”
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