“LA MONTAGNA DI MICHELANGELO HA GIA’ DATO: LASCIAMOLA IN PACE!”

I volontari di Apuane Libere, grazie alla loro opera di vigilanza ambientale, hanno denunciato abusi ambientali alla Cava delle Cervaiole nel Comune di Seravezza

Firenze, 17 maggio 2021

Apuane Libere, la nuova organizzazione di volontariato fondata il 25 aprile scorso sulle Alpi Apuane, informa di aver depositato questa mattina una segnalazione completa di fotografie presso le autorità competenti in materia – Carabinieri forestali della stazione di Pietrasanta, Parco delle Alpi Apuane, Ufficio Cave del Comune di Seravezza e Regione Toscana – relativa ad abusi ambientali commessi nel sito estrattivo delle Cervaiole posto in località Falcovaia nel Comune di Seravezza. Detto materiale vuol portare a conoscenza dei vari enti, alcune denunce di vari escursionisti che si sono avventurati su quel che resta del sentiero 142 del Club Alpino Italiano: ormai completamente invaso da brandelli dell’ex cima di Falcovaia. Successivamente, grazie all’instancabile presenza sul territorio dei nostri simpatizzanti e militanti ambientali – fanno sapere dal tritone apuano – abbiamo verificato e documentato che i caterpillar della ditta Henraux s.p.a. , ditta autrice di uno dei più efferati crimini ambientali come l’abbassamento di ben venti metri della cima del Picco di Falcovaia, hanno intercettato alcune importanti cavità carsiche non denunciandole agli organi competenti, in primis l’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane.

 “Non solo, i nostri attivisti, in quel frangente – spiega Gianluca Briccolani presidente della neonata associazione – hanno documentato quello che molti sanno e che fanno finta di non sapere e nello specifico che dal sito estrattivo Cervaiole, ingenti quantità di marmettola, terre e olii esausti, si infiltrano giornalmente dentro le vene dei monti portando a valle l’inquinamento generato da questa che, più che una coltivazione, è un vero e proprio massacro indiscriminato della montagna. In questo senso – continua il presidente – dato l’imperscrutabile percorso delle vene d’acqua degli acquiferi apuani, non ci stupiremmo affatto che l’inquinamento e la relativa sterilità di molti fossi e torrenti della zona (compreso il recente imbiancamento dell’incantevole lago di Isola Santa) derivino da questo banditesco modo di lavorare. Non è la prima volta che la Henraux s.p.a. si pone fuori dalla legalità: basti pensare che la vicina Cava Macchietta, che ha perforato il ventre della cosiddetta montagna di Michelangelo – il Monte Altissimo – è stata sospesa per lo scavo abusivo di oltre 14.000 metri cubi di marmo, procurando un danno ambientale e erariale a tutt’oggi non sanato. Apuane Libere – assieme a molte associazioni ambientaliste apuane – si appella a tutta la Giunta Regionale Toscana, affinché respinga in toto il nuovo progetto di coltivazione recentemente presentato dalla società per azioni dalla H grande, che vorrebbe per la zona delle Cervaiole, probabilmente in parte di uso civico, il passaggio da due a cinque cave attive e razziare altre 1.430.000 tonnellate di marmo da quel che ancora rimane del Picco di Falcovaia: il tutto per inesistenti ritorni occupazionali dato che per 140 dipendenti – facilmente ricollocabile utilizzando i soldi nel fondo next generation eu – si fanno incalcolabili danni dentro i confini di Geoparco mondiale Unesco.

Con questa segnalazione – conclude Briccolani – invitiamo la popolazione versiliese ad uscire dalla cappa di paura e silenzi che per 200 anni hanno permesso alla Henraux s.p.a. di spadroneggiare demolendo beni di uso civico (ricordiamo che è ancora in corso il contenzioso tra la stessa ditta e il Consiglio di Stato) per profitti ed interessi privati a discapito della collettività e a comunicare, anche in forma anonima alla mail apuanelibere@gmail.com, tutte le violazioni ambientali che riguardano l’area del Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane”.