UNA BOMBA ECOLOGICA SOTTO IL MONTE BELGIA

PRIMA DENUNCIA DI APUANE LIBERE NEL COMPRENSORIO CARRARINO

UNA BOMBA ECOLOGICA SOTTO IL MONTE BELGIA. IL SINDACO DE PASQUALE FACCIA RISPETTARE LE POCHE REGOLE RIMASTE A TUTELA DEI MONTI E DELLE ACQUE

Firenze, 29 maggio 2021

In data odierna, l’organizzazione di volontariato Apuane Libere ha denunciato presso le Autorità competenti in materia ambientale – Carabinieri Forestali di Massa-Carrara, ARPAT, Regione Toscana e Ufficio cave del governo cittadino – l’esistenza di una grave emergenza ambientale nel torrente Carrione, appena sotto la valle di Colonnata sita nel Comune di Carrara.

“Grazie all’instancabile presenza sul territorio apuano dei nostri militanti ambientali – fanno sapere dal tritone apuano – abbiamo rilevato e documentato un imponente fronte valanghivo di marmettola, molto probabilmente dovuto all’apertura di qualche vasca di decantazione delle acque reflue di cava, che ha letteralmente invaso il fosso sotto il Monte Belgia”.

“Di rifiuti prodotti dal sacrilego taglio delle nostre amate Alpi Apuane – spiega Gianluca Briccolani, presidente di questa nuova realtà nell’ambientalismo apuano – ne ho visti di ingenti e in tutti piazzali e nelle gallerie di tutto il comprensorio del lapideo apuo-versiliese, ma quantitativi di tale portata che rasentano il metro di profondità raramente si trovano presenti nei fossi.”

“Ci appelliamo – continua Briccolani – a colui che è stato eletto da tutte le cittadine e cittadini che a Carrara aspiravano ad un radicale cambiamento in tema di politiche ambientali e di rispetto delle regole, chiedendogli di non preoccuparsi soltanto di far quadrare gli introiti delle concessioni ricevute dallo smantellamento del proprio territorio, ma di porre innanzi a tutto la salute della popolazione e dei beni comuni.”

“Ancora in un’ottica di giustizia ambientale e di perseguimento del bene comune – concludono da Apuane Libere – la nostra associazione giudica positivamente le recenti prese di posizione del Comune di Carrara contro i ricorsi delle aziende del Lapideo che vedono nelle montagne apuane solo materiali da liofilizzare per fare profitto.”