
Con quale protervia si può parlare delle Alpi Apuane – montagne sacre – devastate, depredate, distrutte, delle sorgenti inquinate, del suolo consumato irrimediabilmente per l’ingordigia di pochi, banalizzando con le parole “arte scolpita “???? Le frasi uscite dalla bocca dei rappresentanti della pa sono ben superiori a quelle del romanzo 1984 di Orwell.
Non un cenno alla possibilità di utilizzare le risorse per liberare l’Arte e la cultura nel territorio e contestualmente liberarsi delle multinazionali – nuovi colonizzatori – che prosciugano le risorse non rinnovabili del territorio, rendendo Carrara un distretto minerario: poche società, mai sazie, nelle mani di un’élite dall’ego ipertrofico, in pochi decenni hanno rapinato milioni di tonnellate di montagna – e di paesaggio – causando un danno ambientale che non si era visto in 2000 anni!
E’ arte la distruzione dell’ambiente? E’ arte inquinare e devastare e inquinare sorgenti, corsi d’acqua, alterando il reticolo idrografico così da favorire le alluvioni? E’ arte consumare suolo e sottrarre spazi verdi alla collettività e al benessere? E’ arte distruggere in modo irreversibile il paesaggio dal monte alla costa? E’ arte trasformare montagne irripetibili – con una storia di milioni di anni – in polvere per arricchire multinazionali estere? E’ arte impoverire il territorio? E’ arte fare scelte che favoriscano solo pochi, perseguitare e discriminare i non allineati al pensiero unico della devastazione? E’ arte distruggere il paesaggio e con esso la storia dei luoghi? E’ arte mentire ai cittadini?

DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO DA MONTE A MARE
https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2011/08/24/news/porto-turistico-nuovo-scontro-1.2651123
Il territorio di Carrara è un territorio martire, dal monte alla costa e la pa appare come portavoce delle multinazionali anziché essere paladina al servizio dei cittadini. I cittadini devono tacere, soprattutto se voci critiche. Per la pa non è possibile parlare di sostenibilità e sviluppo ambientale senza la devastazione di risorse non rinnovabili: non è possibile rispettare Costituzione e leggi a Carrara ove si applicano disposizioni fantasma del 1751 e dintorni!
Quale pa può dirsi tale se non è in grado di pensare a nuove forme di economia democratica, inclusiva, equa, rispettosa dell’ambiente e della salute? Si può parlare di pa nel verso senso del termine dinanzi a prassi discriminatorie e persecutorie verso chi agisce per il bene collettivo?
Una volta a Carrara c’erano gli anarchici contro l’invasore: oggi l’invasore nuovo colonizzatore è chi distrugge le montagne, l’ambiente, chi impoverisce il territorio e la vita delle persone. E non pago appella “deficienti” chi operai al soldo!
Tutto tace. Amen! Ma parlano i giocolieri della menzogna:
– arte meno 1% dei milioni di tonnellate di montagna cavata;
– multinazionali: 99% !!!!
E i costi della devastazione a carico dei cittadini: TRIBUTI, TASSE, TARTASSE.
…ssssss!!!
Fate silenzio o disturbate lor signorie, i feudatari che si ingrassano e non sono mai paghi. Mentre voi affogate pure nella melma che vi lasciano: attenzione al cerino in mano. Gli indifferenti sono i veri colpevoli.
La vera Arte per Carrara è – prima di tutto – liberarsi dalle mafie, dai monopoli, dai parassiti che la succhiano.

POVERTA’ DIFFUSA
Perché la pa ha taciuto il fatto che Carrara è ridotta al lumicino? Che la popolazione è scesa di quasi 5.000 unità? Che Carrara ha il 20 % di poveri?
Perché avere parlato di “600 cittadini volontari circa l’1% dei cittadini Carrara” alterando i dati? Perché avete taciuto il fatto che Carrara è una città in abbandono e il commercio è moribondo, proprio grazie alle politiche scellerate degli ultimi 40 anni? Avete taciuto la storia del Teatro Politeama, già fiore all’occhiello e salotto di Carrara e vera Arte? Perché? Perché non avete parlato di recupero di quel teatro che potrebbe portare quasi 1000 posti di lavoro?
Perché?
https://fondoambiente.it/luoghi/teatro-politeama-carrara?ldc
Perché non avete parlato di recupero dell’Hotel marble – altro “biglietto da visita della Città di Carrara “ – come luogo ove realizzare mostre e convegni e incontri sull’arte? Oltre migliaia di posti di lavoro, un numero tale che consente la conversione e l’impiego di tutti coloro che sono occupati al monte.
Perché non avete parlato della zona ex campo profughi? Un luogo della memoria – Arte da valorizzare per la collettività! Forse ci sono progetti di appartamenti perché qualcuno ha così tanti soldi da investire che non sa più dove metterli dopo aver lucrato su beni comuni con il tacito assenso chi deve lavorare per la collettività?
Perché non avete progetti per riaprire le biblioteche – luoghi di arte e cultura? Perché non avete progetti per il recupero – dal degrado – delle aree “ex mercato coperto” Avenza – Marina di Carrara? E l’area cinema all’aperto? E le aree sul mare – Via da Verrazzano – ove si teneva il simposio? Anche quelli sono spazi che possono essere dedicati all’arte. E al recupero di un tessuto sociale massacrato. Come spiega la pa questi dati in una analisi comparativa di senso? Il “progetto” a “macchia di leopardo” da che idea di “futuro” nasce? Quale è il senso di “interventi” un “po’ qui un po’ lì” ? Che ricadute avranno? Esiste una analisi in merito? Esiste un piano di “rinascita “ di Carrara? Sono stati coinvolti i cittadini? Oppure dovere rendere favori/marchette a qualcuno che ha sostenuto la campagna elettorale? Come si concilia – altrimenti – la legge RT con la “voglia di cemento come se non ci fosse un domani”?
E’ Vostra la proposta di un “cantiere .. sulla marina nell’area ex Mediterraneo”? E perché vi siete arroccati sulla “monocoltura “ della estrazione- devastazione? Le parole inglesi o gli acronimi che avete usato vi servono per convincere o confondere le idee? Cosa non vi è chiaro nel concetto – elaborato nelle teorie economiche -per cui in economia i monopoli / oligopoli camuffati , sono definiti “fallimenti del mercato” così come lo sfruttamento irreversibile di beni pubblici e collettivi.
Quale è la Vision? Quale è la Mission? “Vedere lavorare in cava”????? Vedere sventrare montagne e distruggere / inquinare sorgenti? Questo è il vostro progetto di … arte? Una gita in un mattatoio? Giocare in una cava in galleria? Fare i murales ecologici in cava?
Ma vi ascoltate? A Carrara c’è il 20% di POVERI!!! Non siamo nel paese degli unicorni e delle fate.

Siamo in un territorio COLONIZZATO DA MULTINAZIONALI ED ELITE MILIARDARIE in cui:
SE NON HANNO IL PANE, MANGINO LE BRIOCHES!
E così la pa si allea con i colonizzatori: ottima scelta strategica. Gli eventi bandiera! Quale bandiera? Quella degli sponsor, quelli del “cerchio magico”, quelli che firmano l’accordo per lavorare il 50% dell’estratto sul territorio e poi fanno i ricorsi? Quelli? Sono affidabili?
Probabilmente Carrara nella profonda ignoranza nella quale è stata tenuta non si accorge di quanto venga derisa e schernita e manipolata e ulteriormente violata se questo ancora fosse possibile: ormai siamo passati dalla pelle divorata delle montagne e del territorio, oltre i muscoli e si vedono le ossa. Come sul Titanic continuavano a ballare mentre la nave affondava, questa amministrazione dà marchette a destra a sinistra, continua a raccontare una storia che non esiste né in cielo né in terra: Carrara è una colonia e come in tutte le colonie l’amministrazione dove sta? La pa sembra disconnessa dai reali problemi del territorio.

ARTE E CULTURA
La vera rinascita di Carrara passa attraverso scelte coraggiose di emancipazione dal colonialismo della distruzione. Solo programmi di sostenibilità di lungo periodo possono salvare questo meraviglioso territorio, liberandolo dalle economie predatorio e della devastazione egoistica di pochi. Carrara merita di più e per tutti. Una vera città è inclusiva e onesta. Le ricchezze artistiche di Carrara, quelle che sono anche celate nei magazzini delle strutture che le custodiscono possono trovare spazi degni in tutti i luoghi citati e che debbono essere recuperati.
Dal progressivo recupero di tutti gli spazi ed edifici esistenti, dal recupero degli spazi verdi, possono nascere migliaia di nuovi posti di lavoro. Dalla soluzione del problema connesso all’area Villa Ceci può nascere un polo universitario per discipline coerenti con la valorizzazione rispettosa del territorio. Occorre una pa onesta, capace di essere inclusiva, di agire in modo efficiente, efficace, davvero al servizio di tutti i cittadini e del loro benessere. La vera rinascita è a portata di tutti, ma prima occorre la Liberazione.
Ufficio stampa Apuane Libere
+393338514003
apuanelibere@gmail.com
Twitter @ApuaneLibere
Facebook / Apuane Libere
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.