SALVIAMO I TRITONI ALPESTRI APUANI ED IL MONTE SAGRO

PARLIAMO DI CAVA CRESPINA 2, SITO ESTRATTIVO DISMESSO ALLE PENDICI DEL MONTE SAGRO NEL COMUNE DI FIVIZZANO E DELLE ASSURDE PRESSIONI POLITICHE ED IMPRENDITORIALI PER RIATTIVARNE L’ATTIVITÀ.

Tra le tantissime azioni territoriali che hanno interessato l’operato dell’associazione Apuane Libere, c’è stato il monitoraggio di Cava Crespina 2 posta alle pendici del Monte Sagro: un sito estrattivo dismesso e con provvedimento di sequestro ancora in atto, parzialmente rinaturalizzato, con una colonia di quasi cento tritoni appena stanziata, ma dove si vuole tornare a scavare chiedendo “deroghe” non solo alle leggi, ma al buon senso e alla logica

Firenze, 25 gennaio 2023

“Se da quel bellissimo balcone sul mare che è Foce di Pianza vi voltate dando le spalle al Mar Tirreno – e al girone dantesco che è il bacino industriale di Carrara – vedrete il bellissimo Monte Sagro: vera e propria divinità per le antiche popolazioni liguri-apuane. Se abbassate lo sguardo un attimo però, in una valle glaciale meravigliosa, ormai purtroppo in parte devastata dall’escavazione, vedrete alcune cave. La cava sotto al monte e che ne attacca le pendici, è Cava Crespina 2 ed è proprio quest’area montuosa che l’avida amministrazione comunale di Fivizzano, vuole nuovamente mettere a reddito”. Sono di ben 26 pagine le osservazioni presentate dall’organizzazione di volontariato Apuane Libere agli organi competenti contro la riapertura di Cava Crespina 2; area sopra i 1200 mt, sottoposta a vincolo idrogeologico di cui al Regio Decreto 3267 del 30/12/1923 e di cui agli articoli 36 e 37 della Legge Regionale 39/2000 ed in parziale sovrapposizione con ZSC (Zona Speciale di Conservazione Monte Sagro) e ZPS (Zona Protezione Speciale).

“Oltretutto – fanno sapere le volontarie ed i volontari apuani – il progetto di escavazione in esame riguarda la riapertura di un sito estrattivo che, come ammette la stessa Ditta nell’avviso presentato in data 9 agosto 2022, è “ATTUALMENTE DISMESSO”; non solo, pare che l’area in questione sia ancora sottoposta a provvedimento di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. A riprova di questo, la scorsa estate la nostra Organizzazione di Volontariato, ha presentato al Ministero dell’ Ambiente, una relazione scientifica redatta dall’erpetologo Dottor Gabriele Martinucci, dato che vi è stata scoperta e studiata una nuova stazione riproduttiva di Ichthyosaura alpestris apuana (Bonaparte, 1839), nome scientifico del più conosciuto Tritone Alpestre Apuano, specie endemica dell’Italia e valutata dalla IUCN Comitato Italiano nel 2013 come “quasi minacciata”, anche se, le popolazioni di Toscana e Piemonte risultano essere in declino (Vanni, Nistri 2006, R. Sindaco in litt.). Questi anfibi sono protetti da numerose leggi, tra queste la L.R. 56/2000 allegato B ed è indicato all’interno degli archivi di Re.Na.To del 2012 (Repertorio Naturalistico Toscano). Il sito è, con ogni probabilità, una delle stazioni stabili e riproduttive più numerose ed importanti di tutto il comprensorio apuano per questo Urodelo, e quindi meritevole di attenzione e conservazione, nonché un’opportunità di turismo sostenibile nell’area protetta”.


“Agli amministratori del comune di Fivizzano – tuona Gianluca Briccolani presidente dell’associazione – piace riproporre dalla finestra quello che la Regione Toscana sta sbattendo fuori dalla porta: ossia l’ultraottantenne Amedeo Boiardi e la sua Walton, i quali, in maniera alquanto furbesca, hanno presentato sotto una nuovissima “insegna” societaria, la domanda per riaprire anche cava Crespina 2. La domanda che a questo punto sorge spontanea è la seguente: perché il Parco delle Alpi Apuane dovrebbe approvare un progetto estrattivo ad un imprenditore resosi protagonista nel corso dei decenni di gravissimi e reiterati delitti ambientali che hanno portato persino all’ennesimo stop da parte degli uffici regionali? Perché è ancora possibile per una ditta avere voce in capitolo in una situazione – quella della cava Castelbaito-Fratteta – in cui è stata ritirata la valutazione di impatto ambientale per il mancato adeguamento di ben 6 prescrizioni normative inserite nella pronuncia di compatibilità emessa dal Parco nel 2014 e dopo che la Regione aveva già emesso un provvedimento di diffida ad Aprile 2022?
Insomma – continua Briccolani – anche per chi non è avvezzo alla lettura di leggi e prescrizioni, non è difficile capire che la ditta concessionaria dell’area si è totalmente disinteressata, anche dopo ammonizioni, del rispetto delle leggi e della sicurezza ambientale ed ecologica del luogo. Pensate se in una partita di calcio un giocatore continuasse a essere ammonito mentre picchia sempre di più, mentre gli altri vengono espulsi alla seconda ammonizione.

E quando leggiamo che il socio ed amministratore unico della Walton è il Signor Amedeo Boiardi, classe 1938 – il nome è certamente famoso tra coloro che conoscono il mondo dell’escavazione in Apuane o della politica provinciale di Massa e Carrara, per essere stato sindaco socialista di Fivizzano – seguitiamo a domandarci perchè dovrebbe essere premiato chi ci sta mangiano letteralmente il terreno da sotto i piedi, inquinando acque e facendo deserto a quei giovani che lì a pochi chilometri vivono in uno dei territrori con il più alto tasso di disoccupazione e urgenza ambientale del centro Italia? Forse i comuni interessati da queste istanze, ormai nel 2023, con la crisi ambientale che viviamo e vivremo, dovrebbero lavorare sul futuro, su nuovi lavori, sul territorio; e smetterla con il batter cassa con la distruzione di bellissime montagne che tutto il mondo ci invidia. Invece assistiamo sempre a guerre e tira e molla, tra private, amministrazioni e magistratura per interessi personalissimi conditi da conflitti d’interessi, alla ricerca di pieghe nelle leggi che invece sarebbero già chiare di per sè. Il tutto per continuare a far contenti proprietari di 90 anni come nel secolo scorso, ma con più devastazione, più profitti e con impunite violazioni del diritto ambientale. Ed allora ci appelliamo al Sindaco Gian Luigi Giannetti – conclude il presidente di Apuane Libere – colui che poteva evitare di programmare nei PABE questa riapertura, che non si azzardi a riattivare cava Crespina 2, eviterà a questo modo di avere sulla coscienza quei bellissimi animaletti che madre natura, nella propria magnanimità, ha rimesso in quel paradiso a pochi passi dal mare che è il Monte Sagro”.

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