L’intervento in diretta su NOVARADIO di mercoledì 19 ottobre 2022 del presidente di Apuane Libere Gianluca Briccolani che racconta i primi 18 mesi di vita della nostra Organizzazione di Volontariato e gli ultimi sviluppi sulle dinamiche apuane.
LINK DIRETTA RADIO:
Firenze, 30 settembre 2022
Nel pomeriggio di mercoledì 28 settembre una delegazione delle associazioni ambientaliste, Apuane Libere e Gruppo d’intervento Giuridico – guidata dai propri rispettivi referenti Gianluca Briccolani e Alberto Grossi – è stata ufficialmente ricevuta dall’assessora regionale all’ambiente Monia Monni.
“Durante il lungo colloquio” – fanno sapere dal tritone apuano – “abbiamo voluto portare all’attenzione dei funzionari e dei politici presenti, la comatosa condizione ecologica in cui versa la catena montuosa delle Alpi Apuane, vittima secondo noi di una colpevole mancanza di presidio e tutela ambientale da parte di quell’ente Parco che avrebbe questo come fondamentale compito. Un Parco Regionale che anziché schierarsi a tutela degli ecosistemi presenti dentro i propri confini, assicurando un futuro a un ambiente unico e agli abitanti di quei territori, si prodiga troppo spesso nell’agevolare la riapertura di cave chiuse da decenni. Non solo, ma incentiva l’assurda pratica dell’escavazione in galleria -anche in Zone a Protezione Speciale (ZPS)- sta stroncando letteralmente le vene idriche di questi monti toscani i quali sono ricchi di acqua purissima. Le lavorazioni in galleria infatti stanno facendo diventare queste povere montagne una sorta di “formaggio con i buchi”. Si intercettano i corsi d’acqua che vengono deviati o seccati e tutto questo influisce sul paesaggio in superficie dato che quando si modifica il sottosuolo, di conseguenza, si modifica il soprasuolo con problemi alla flora e alla fauna: cosicché cambia la catena alimentare degli animali e tutti gli habitat.”
Sempre alla rappresentante della Giunta Regionale Toscana, i militanti intervenuti hanno riportato le istanze dei precedenti incontri avuti con Arpat, col comando regionale dei Carabinieri Forestali, con l’Autorità di Bacino e la Soprintendenza. In tutti gli incontri con i militanti ambientali lamentano tutti le gravissime carenze di personale, alcune delle quali hanno suscitato forte stupore persino nella massima esponente dell’ambiente toscano.
Prima di accomiatarsi dall’importante incontro, i soci di Apuane Libere – accompagnati dai veterani del Grig – hanno consegnato alla Assessora Monni un dossier fotografico di quasi 200 pagine dal titolo <<L’insostenibilità ambientale nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane: inquinamento, abusi, illeciti>>, con il quale hanno voluto presentare tutto il lavoro svolto in 17 mesi dalla costituzione della loro organizzazione di volontariato. Oltre a questo sono state consegnate da Alberto Grossi (già ambientalista dell’anno nel 2015) delle statistiche sul depauperamento ambientale ed economico del territorio, che incide su quella falsa narrazione che vuole le cave come panacea economica per gli abitanti dei paesi interessati.

“Finalmente – spiega Gianluca Briccolani presidente di Apuane Libere – dopo mesi dalla nostra prima richiesta d’incontro, siamo stati ospiti dell’Assessora all’Ambiente Monia Monni nel suo ufficio fiorentino, per evidenziare le molteplici problematiche ambientali che sono presenti in quella catena montuosa che cerchiamo di tutelare con gli strumenti a disposizione dei cittadini attivi: quello delle segnalazioni, delle denunce e del presidio territoriale. È stato un incontro amichevole ma deciso, in cui abbiamo esposto a pieno anche tutti i timori che il nuovo Piano Integrato per il Parco porta con sé, sia per quanto riguarda la rimodulazione dei confini delle Area Contigue di Cava, che per quanto concerne le compensazioni donate ai comuni a fronte delle paventate chiusure di alcuni siti estrattivi.
Abbiamo inoltre proposto – continua il Presidente – degli obiettivi strategici stringenti: l’applicazione senza deroghe della legge nazionale che vieta scavi a cielo aperto ed in galleria sopra i 1200 metri, il decadimento delle concessioni per quelle Ditte che eseguono lavori non autorizzati, la caducazione di quelle cave inattive da oltre 10 anni ed infine l’obbligo di presentazione una relazione di un climatologo il quale attesti che gli sbassi e le gallerie non potranno incidere sul cambio del clima di una parte di montagna che venga a mancare.
L’incontro, non solo ha toccato i temi ambientali più stringenti, ma anche quelli della legalità e quelli economici dei territori, dove i paesi sono le vittime di una mancanza di una seria pianificazione e transizione ecologica dei loro stessi comuni. Un territorio dove la comunità, fino alla costa, paga la depurazione del bene essenziale per eccellenza inquinato da privati, l’acqua: tutto questo in anni in cui si fa sempre più urgente l’agenda europea 2030 delle nazioni unite sullo sviluppo sostenibile e soprattutto la tutela dell’acqua potabile, come riportato dalla direttiva quadro dell’UE sulle acque e per di più in anni in cui le condizioni subite da tutti noi nell’estate appena trascorsa rischiano di essere la normalità per le estati a venire.
In fatto di tutela dell’ambiente apuano – conclude Briccolani – ci aspettiamo da parte del governo regionale una netta inversione di tendenza, a maggior ragione adesso che sta per essere adottato il nuovo Piano Integrato per il Parco, che desta in tutti gli innamorati delle Alpi Apuane, delle fortissime preoccupazioni. Le cave vanno chiuse e non riaperte.”
Per informazioni
Ufficio stampa Apuane Libere
Phone + 39 3338514003
e-mail apuanelibere@gmail.com
Twitter @ApuaneLibere
Facebook Apuane Libere
L’ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO APUANE LIBERE, HA FILMATO E DENUNCIATO L’ENNESIMO SVERSAMENTO DI DETRITI LUNGO I FIANCHI DEI MONTI CARRARESI ED ESATTAMENTE NEL BACINO ESTRATTIVO DI TORANO DALLA CAVA FOSSA GRANDE.
Firenze, 4 agosto 2022
“Visto che nel Far West carrarino si continuano a commettere gravi reati ambientali, sversando detriti e terre di scavo dai fianchi dei monti che vanno ad alimentare nuovi e vecchi ravaneti, ci domandiamo quali provvedimenti voglia prendere la neoeletta Giunta comunale – capeggiata da quella Sindaca Serena Arrighi autoproclamatasi paladina dell’ambiente – per riportare una parvenza di legalità”
È questo quello che chiedono le volontarie ed i volontari dell’associazione Apuane Libere, dopo la loro trentesima segnalazione ambientale ai danni di una ditta del settore lapideo operante nel distretto apuo-versiliese.
“Dopo alcune telefonate ricevute da abitanti dei paesi a valle della cava “Fossa Grande” gestita dalla società per azioni G.M.C. – fanno sapere dal tritone apuano – abbiamo documentato e colto in flagranza di reato, un operatore di macchina che la mattina prestissimo arrovesciava con la ruspa svariati quintali di marmo di sotto al monte. Tale sverso è stato successivamente denunciato agli organi competenti in materia ed agli uffici regionali, i quali – in risposta congiunta – hanno fatto sapere che ne terranno conto nel procedimento di valutazione di impatto ambientale in corso, che la ditta ha presentato a marzo di quest’anno. La Regione Toscana inoltre, a firma dei suoi architetti incaricati, sollecita fortemente il comune di Carrara a valutare la nostra segnalazione, anche ai fini dell’eventuale applicazione di quel sistema sanzionatorio che troppo spesso viene dimenticato da coloro che dovrebbero far rispettare le prescrizioni impartite all’atto del rilascio delle autorizzazioni.”
“Ci appelliamo – spiega Gianluca Briccolani presidente di Apuane Libere – a quella prima cittadina fresca di nomina, affinché si faccia garante in prima persona di far rispettare tutte quelle leggi che regolano l’escavazione: a maggior ragione nel territorio comunale di Carrara, così irrimediabilmente martoriato da decenni di escavazione selvaggia. Le forti preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini di Carrara, esigono una verifica capillare di tutti gli illeciti che giornalmente ed impudentemente, vengono perpetrati dai concessionari di cava nei confronti dei beni comuni di tutti ed in particolar modo della componente ambientale acqua. In un periodo storico di gravissima siccità e della conseguente scarsità d’acqua potabile – conclude Briccolani – vogliamo che gli amministratori del Comune di Carrara, anziché strizzare l’occhio alla deleteria prassi dell’escavazione in galleria dentro e fuori dalle Zone a Protezione Speciale, diano una parvenza di legalità, ritirando la concessione a quelle società che non rispettano quelle pochissime leggi che ancora tutelano l’ambiente e le risorse idriche: tutto questo al più presto e senza aspettare di piangere altri morti per la bomba ad orologeria pronta a deflagrare alla prossima alluvione”.



Ufficio stampa Apuane Libere
E-mail: apuanelibere@gmail.com
Twitter: @ApuaneLibere
Facebook: Apuane Libere
Alle 22.30 di ieri sera – durante uno dei suoi tanti monologhi senza contraddittorio alcuno tenutosi presso la Festa dell’Unità di Fiesole in provincia di Firenze – alcuni volontari di Apuane Libere hanno simbolicamente donato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la famigerata bottiglia dell’“Acqua del Parco” delle Alpi Apuane, liquido vitale che giornalmente viene contaminato da marmettola, gasolio e tracce di metalli pesanti.
Firenze, 20 luglio 2022
A seguito del grande clamore suscitato dal recente stato di emergenza idrica regionale firmato il 6 luglio dai vertici della Regione Toscana, Apuane Libere ha sfatato dal vivo e in diretta social, gli aspetti più vistosi di alcune narrazioni tossiche che stanno dietro alla crisi idrica dovuta dall’imperante siccità.
“Durante il blitz di ieri sera – fanno sapere dal tritone apuano – abbiamo voluto portare all’attenzione della popolazione toscana, due inaccettabili ipocrisie che vengono portate avanti dalla Giunta Regionale Toscana e da quel vergognoso Ente che dovrebbe tutelare la natura e gli habitat dentro il Parco Regionale delle Alpi Apuane, ma che invece si prodiga soltanto nell’autorizzare la riapertura di cave chiuse da decenni e nell’ incentivare l’assurda pratica dell’escavazione in galleria – anche in Zone a Protezione Speciale (ZPS) – che spezza letteralmente le vene idriche di questi monti.
Partendo da quest’ultimo soggetto giuridico, forse non tutti forse sanno che nel 2021 fu lo stesso Direttore Antonio Bartelletti in persona a deliberare l’anacronistico acquisto di centinaia di bottiglie in vetro con lo stemma del gracchio corallino – dissipando vergognosamente 8643 euro di denaro pubblico – per far usare dalle strutture alberghiere site dentro e fuori da questo vero e proprio Parco delle Cave, quello che soltanto una volta era davvero l’oro blu di questa catena montuosa: l’acqua delle sorgenti carsiche apuane, di cui anche altre provincie volevano beneficiare attraverso delle vere e proprie opere di ingegneria idraulica.
La nostra associazione, stanca di questo ennesimo vigliacco affronto alla verità e stufa di rappresentare non solo il parco con più siti distruttivi a livello mondiale, ma quello dove il serbatoio idrico più capiente a livello regionale viene giornalmente inquinato da quell’economia del lapideo che annienta letteralmente interi reticoli idrogeologici, ha voluto portare clamorosamente allo scoperto chi svolge male quel lavoro di monitoraggio per cui la collettività tutta, versa salati tributi.”
“Ora basta- spiega Gianluca Briccolani presidente dell’associazione – sono cinque mesi che invano spediamo mail certificate all’ Assessora all’Ambiente Monia Monni chiedendole un incontro per illustrarle le molteplici problematiche ambientali che sono presenti in quella catena montuosa che cerchiamo di tutelare a suon di denunce. Dopo ben ventotto segnalazioni ambientali in neanche quindici mesi di vita associativa, i nostri militanti volontari – sentendosi demotivati dal silenzio che impera nel comparto estrattivista apuano e nella magistratura, hanno voluto ringraziare di persona il governatore Giani, per le politiche ecocide portate avanti a livello regioanle prima da consigliere e poi da presidente, invitandolo a sorseggiare quello che arriva a valle della purissima acqua apuana: quando ha la fortuna di non venire stroncata sul nascere dal devastante taglio operato dalle circa 200 cave attive nel comprensorio apuano.
Dopo aver sdoganato l’inquinamento delle concerie e l’aver permesso la contaminazione di manti stradali e terreni – conclude Briccolani – è ormai chiaro che con il nuovo Piano Integrato per il Parco, la giunta Giani vorrebbe dare la mazzata finale a queste bellissime montagne toscane: ed è per questo che oggi siamo qui a lanciare ufficialmente il corteo del 29 ottobre prossimo per celebrare il funerale delle Alpi Apuane per le strade del capoluogo toscano, simbolo di quel vigliacco potere che mette il profitto prima della salute dell’uomo e della natura in cui vive.”
Per informazioni
Ufficio stampa Apuane Libere
Claudio Grandi
Phone + 39 3338514003
e-mail apuanelibere@gmail.com
Twitter @ApuaneLibere
Facebook Apuane Libere
IL COMPLESSO CARSICO DEL MONTE CORCHIA SULLE ALPI APUANE CON IL SUO FAMOSO “ANTRO”, È STATO INQUINATO ED INTERCETTATO DA ALCUNI SITI ESTRATTIVI SOPRASTANTI.
L’ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO APUANE LIBERE CHIEDE AL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA ED ALLA REGIONE TOSCANA, IL COMMISSARIAMENTO DEI VERTICI DELL’ENTE PARCO, PERCHE’ COLLUSI CON CHI NON RISPETTA LE LEGGI CHE DISCIPLINANO LA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE.
Firenze, 2 luglio 2022
L’organizzazione di volontariato Apuane Libere, ha inviato una richiesta di intervento statale al Ministero della Transizione Ecologica a Roma, per denunciare l’inquinamento di un importante ramo del complesso carsico del Monte Corchia, il quale costituisce uno dei più importanti sistemi carsici a livello italiano e di comprovato interesse scientifico internazionale. All’interno di alcuni pozzi – fanno sapere dal tritone apuano – l’imbiancamento dell’ambiente ipogeo è ingentissimo ed inequivocabilmente dovuto alla segagione del marmo (in gergo Marmettola) proveniente dai piazzali e dalle gallerie dei soprastanti siti estrattivi in concessione alla Società Cooperativa tra i Condomini dei Beni Sociali di Levigliani.
Non solo, le immagini ed i video prodotti all’interno dei cantieri delle cave dei Tavolini A e B, stanno a testimoniare che le enormi quantità di fanghi, terre e olii esausti – infiltrandosi giornalmente dentro le fratture presenti nei tagli di cava – possono portare l’inquinamento nelle falde sotterranee (presenze inquinanti sono già state segnalate in passato anche nei rapporti di ARPAT) contaminando le sorgenti della zona: prima fra tutte la direttamente collegata idropotabile “Fontanacce di Cardoso” nei pressi di Stazzema. Oltre ai fini fanghi di lavorazione e alle graniglie prodotte dalle tagliatrici a catena diamantata che certamente sono meno trasportabili dall’acqua, Apuane Libere ha segnalato l’intercettazione di nuove ampie cavità sicuramente connesse con parti note e non note di questo importantissimo Geosito e scavi fuori da perimetri autorizzati, che hanno creato violazioni a tutte le prescrizioni impartite dai permessi rilasciati dagli Enti preposti.
“Grazie all’instancabile presenza sul territorio dei nostri speleologi volontari – spiega Gianluca Briccolani, Presidente di Apuane Libere – abbiamo presentato una seconda ed ancora più circostanziata denuncia ambientale, corredata da ben 22 immagini e 7 video inerenti questo colossale scempio: il vergognoso sacrificio di una cavità carsica che tutto il mondo ci invidia, immolata sull’altare del profitto economico e degli interessi di alcuni privati. Ma a differenza della denuncia presentata un anno fa, a cui nessuno degli 8 enti contattati ha voluto o potuto dar credito, stavolta – guardandoci bene da mandare le nostre segnalazioni a chi alza la cornetta per contattare direttamente le varie Ditte del settore lapideo – abbiamo trovato terreno fertile in alcuni uffici romani del MITE.
Il riscontro sul campo dei nostri soci volontari – continua il Presidente – servirà anche a smascherare tutti quei dirigenti e amministratori che governano i territori apuani a tutti i livelli e che, a parole dicono di voler tutelare l’ambiente, ma con i fatti stanno sacrificando i più preziosi ecosistemi della nostra amata catena montuosa: in primis quell’ipocrita dell’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo del Comune di Stazzema, Alessio Tovani, il quale, da praticante nel carsismo ipogeo dell’Antro del Corchia, sa benissimo come stanno i fatti, ma si guarda bene però dal denunciarli.
Per non parlare della grave carenza di acqua dovuta alla scarsità di piogge – destinata a peggiorare nel tempo- che dovrebbe indurre tutti coloro che hanno potere decisionale a livello comunale e regionale, a tutelare dall’inquinamento le acque potabili della zona e vietare tassativamente il loro prelievo per il taglio della montagna apuana, che rappresenta il più grande serbatoio idrico della Toscana.
Se esiste qualche Pubblico Ministero che abbia voglia di far bene il proprio lavoro – conclude Briccolani – questo è il momento di farsi avanti, perché è ora di porre fine a questi veri e propri crimini ambientali che giornalmente si compiono in questa farsa di Parco delle Cave dove tutto è permesso perché nessuno controlla.”



Per informazioni:
Ufficio stampa Apuane Libere
Claudio Grandi
Phone + 39 3338514003
e-mail apuanelibere@gmail.com
Twitter @ApuaneLibere
Facebook Apuane Libere
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.