Apuane Libere

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In data odierna, l’organizzazione di volontariato Apuane Libere, ha inviato una richiesta di sopralluogo al Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani e all’Assessore all’ambiente della Regione Toscana Monia Monni, per informarli – ed eventualmente accompagnarli sul posto – del tremendo ecocidio che si sta consumando in questo geosito che andrebbe protetto anziché ulteriormente abbassato.

L’organizzazione di volontariato Apuane Libere, è pronta a dar battaglia legale sulla riattivazione di quasi tutte le otto cave presenti nel sito estrattivo operante nella valle di Arnetola e sospese a seguito di violazioni ambientali plurime. “Giani è consapevole che così facendo crea un pericoloso precedente che potrebbe garantire alle ditte l’impunità?”

In data odierna l’organizzazione di volontariato Apuane Libere, ha denunciato presso le Autorità competenti in materia ambientale – Carabinieri Forestali della stazione di Piestrasanta, Ministero della transizione ecologica, ARPAT, Regione Toscana e comando guardiaparco delle Alpi Apuane – l’esistenza di una grave emergenza ecosistemica nella zona del geosito “Paduli di Fociomboli” sito nel comune di Stazzema, in una zona dall’ elevatissima geo-biodiversità. Per i pochi che non lo sapessero, stiamo parlando di una conca di origine glaciale sita alle pendici del monte Freddone e del monte Corchia, conosciuta a livello regionale per il pregio floristico-faunistico e dove il silenzio – dalla chiusura delle cave del Retrocorchia – è di casa assieme ad un rarissimo esemplare di orchidea considerata relitto dell’ultima glaciazione. Purtroppo il 7 agosto dell’anno scorso, dietro richiesta del comune di Stazzema, la Commissione tecnica dei nulla osta del Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, ha avvallato l’allargamento di una strada forestale – probabilmente mai condonata – che cintura d’intorno l’importante specchio d’acqua: da allora, nella valle del canale delle Fredde, non solo la pace è stata sfrattata di prepotenza, ma sono state tagliate le vene al prezioso geosito.

A seguito dell’opera di vigilanza ambientale dei volontari di Apuane Libere e delle successive osservazioni, il barbaro sito estrattivo di Cava Borella – che escavava in Zona di Protezione Speciale nel comune di Vagli di Sotto – non riaprirà più. Firenze, 5 giugno 2021 L’Organizzazione di volontariato Apuane Libere informa che, grazie al lavoro sul campo ed alla scrivana svolto negli ultimi mesi dai propri attivisti ambientali, il nuovo progetto di coltivazione… Continua a leggere